Prima compriamo le storie di cui i prodotti sono espressione, poi consumiamo gli oggetti

Se digitiamo su google la parola “storytelling” verremo inondati di informazioni, perché il concetto di storytelling (se dobbiamo dire la verità) è davvero diventata una moda nel campo della comunicazione.

Tutti si occupano di storytelling, tutti ne parlano, tutti lo fanno e tutti ne sanno. Tuttavia, quando le cose vanno così tanto di moda succede che alla fine tanti ne parlano e molti meno sanno cos’è e soprattutto come si fa.Ieri ci è capitato di assistere a un incontro intitolato                                                    Il potere del linguaggio: storytelling e managerialità, organizzato dalla società di consulenza manageriale Bridge Partners e tenuto da una formatrice esperta sul tema (questa volta per davvero) , Maristella Feletto.      Lo storytelling è una storia, capace di suscitare emozioni, spiegare i perché e invogliare l’ascoltatore, ma non solo, poiché se utilizzato in ambito aziendale può aiutare a costruire rapporti di fiducia.

  • Quali sono i segreti di chi “sa raccontare”?

A volte descrivere l’arte di raccontare è un po’ come descrivere la bellezza: difficile da spiegare, ma quando la incontriamo la riconosciamo subito! Innanzitutto saper raccontare è frutto senz’altro di una buona tecnica (il metodo non toglie nulla al talento ma lo esalta!) unita alla capacità di generare emozioni.  Un segreto che possiamo applicare da subito è quello di fare attenzione non solo a quello che diciamo (i fatti, i dati) ma anche a come lo diciamo: dobbiamo parlare al tatto, al gusto, all’olfatto, alla vista e all’udito. Ampliare il nostro linguaggio sensoriale è un passo semplice che possiamo fare tutti e che può da subito riservare esiti sorprendenti!

…e può essere molto divertente!

 Il secondo segreto è che la narrazione funziona se tu in quel racconto ci credi!  Un buon narratore è concentrato sugli altri, non sul suo ombelico, l’empatia è sulla bocca di tutti ma pochi sanno agirla realmente perché costa fatica, richiede impegno e disciplina. Il terzo segreto ha a che fare con il potere delle parole:  imparare a scegliere le parole, curarle, comprendere il loro significato, che non è solo descrittivo ma anche creativo, è un’abilità preziosa e fondamentale!

  • come si costruisce una narrazione aziendale efficace e convincente?

Le storie sono ovunque, sono intorno a noi: nella vita quotidiana possiamo trovare tutti gli ingredienti necessari per creare una grande storia.  Questo è quello che fanno le pubblicità che funzionano: creano riconoscimento e risonanza, noi ci riconosciamo nei personaggi e desideriamo vivere quelle sensazioni. Lo stesso meccanismo si realizza in un meeting , una riunione, un colloquio: per essere ascoltati dobbiamo raccontare perché le storie, le metafore, convincono più di una mera esposizione di fatti e vantaggi. Le storie prima di essere convincenti sono coinvolgenti. Una storia che funziona può anche essere imperfetta da un punto di vista della struttura narrativa, ma funziona se stabilisce una connessione emotiva potente.

La memoria emotiva è infatti più forte di quella cognitiva.

In estrema sintesi credo che una narrazione aziendale efficace e convincente sia frutto della capacità di coltivare i valori di quella organizzazione. Le persone danno il meglio quando sentono di far parte di un’azienda con una identità, una storia in cui si riconoscono e per la quale vale la pena spendersi. E questo non avviene spontaneamente ma è l’effetto di un lavoro costante e continuo che passa attraverso l’espressione di una leadership diffusa e riconosciuta a tutti i livelli dell’organizzazione.

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