Il mondo dell’arte e la realtà virtuale, nasce Acute Art

La realtà virtuale entra prepotentemente nel campo dell’arte grazie alla prima galleria d’arte digitale: Acute Art.

Il lancio è previsto in Autunno e i primi nomi coinvolti sono tre giganti dell’arte contemporanea, Marina Abramović , Jeff Koons e Olafur Eliasson, che si cimentano in performance inedite per approfondire le tematiche del cambiamento climatico, della natura e dell’affermazione di se’ in un mondo virtuale di grande attualità.

Il mondo elittario dell’arte cotemporanea potrebbe avvicinarsi a un pubblico più mainstream proprio grazie alla VR, poiché il perfezionamento tecnologico e il lancio sul mercato di piattaforme economiche lo rendono un mezzo di comunicazione accessibile al grande pubblico.

Marina Abramovic ha così commentato “sono sempre stata interessata al modo in cui noi co-produciamo la realtà. La realtà virtuale ha la potenzialità di diventare una piattaforma per sperimentare nuovi modi dell’esperienza solo se includiamo il corpo nel lavoro. Non credo all’idea di poter abbandonare il corpo”. 

 Ed è proprio su quest’ unione tra fisico e virtuale che si basa l’opera di contestazione “Carne y Arena” del messicano Alejandro González Iñárritu in mostra in questi giorni presso la Fondazione Prada di Milano.

Iñárritu fa vivere allo spettatore la crudeltà e l’angoscia vissuta dagli immigrati che attraversano il Rio Bravo.Il visitatore si ritrova a piedi scalzi in una sala spoglia e fredda, al suolo solo sabbia e vecchie scarpe abbandonate e con il visore Vr sugli occhi vive l’esperienza di trovarsi a fuggire e combattere la morte.

All’uscita dalla sala, solo silenzio.

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