In poche palore, fare anziché dire.

“Good companies are storytellers. Great companies are storydoers”.

Noi di Red Point partiamo da qui. Dalla storia: dall’importanza di raccontarla e dalla consapevolezza che questo non è abbastanza. Attraverso lo storydoing, infatti, si va ben oltre il semplice racconto. È così che la storia di un’azienda diventa ancora più coinvolgente e autentica. Non da ascoltare, ma da scrivere tutti insieme.

 Per alimentare i progetti di crescita di un Brand è importante fare esattamente ciò che fa la Rete: creare connessioni inaspettate tra le diverse generazioni, per dar vita a un racconto in tempo reale di ciò che l’azienda sta facendo, dei progetti che sta attivando, della mobilitazione sociale e civile che è in grado di sostenere. Ed ecco lo storydoing.

In un contesto in cui esperienza e personalizzazione sono tutto, appare chiaro che non c’è più spazio per la manipolazione: a fare la differenza sono le persone e non i brand. La verità nella comunicazione e un commercio onesto diventeranno la nuova base per il mercato del futuro, mentre le persone diventeranno “consumAutori” a tutti gli effetti, gestendo in prima persona esperienze e personalizzazione. I brand dovranno limitarsi a proporre il meglio dei loro servizi e dei loro prodotti, sul filo dell’eccellenza. Dallo storytelling allo storydoing: non racconti di storie affascinanti lontane dalla realtà, ma stralci di vita vera.

Diventano, quindi, vincenti quei brand in grado di affrontare questa doppia sfida: fare raccontando e raccontare facendo, semplificando la vita dei propri clienti, stimolandoli, rendendoli appagati e soddisfatti. Il tentativo – spesso improvvisato – di scalare la piramide del classico storytelling, fidelizzando con le tecniche tradizionali del marketing e delle promozioni, appare destinato al fallimento: esse infatti sono in linea con la logica della manipolazione, della fascinazione, della potenza dell’immagine che implica status ed esclusività, ma non coinvolgimento e autenticità.

Per il marketing e la comunicazione, nel retail, diventa fondamentale sfruttare al meglio il nuovo mondo digitale, dimostrando versatilità ed energia conoscitiva per ingaggiare, in modo autentico e inclusivo, milioni di clienti, spregiudicati utilizzatori del loro smartphone. In questo modo i brand potranno permettersi di chiamare o addirittura mobilitare le persone, a patto che dimostrino un coinvolgimento paragonabile a quello che si sta richiedendo.

In conclusione, gli elementi chiave della comunicazione dei prossimi anni saranno ricchezza e velocità, ovvero la capacità di generare contenuti, storie, racconti, percorsi pieni di significato, capaci di arrivare a persone specifiche, attraverso canali diversi, con maggiore efficacia e minore disturbo, rispettando le nuove regole dello storydoing.

Fonte: Dallo storytelling allo storydoing, Francesco Morace Mark up,

Future Concept Lab.

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