Retail Visions – The Design Conference: nuovi orizzonti del retail.

Mercoledì 8 novembre, alla Triennale di Milano, le persone hanno fatto un salto nel futuro.

Non è servita una macchina del tempo, è bastato un evento: il Retail Visions – The Design conference, organizzato da Retail Institutes Italy e giunto alla sua decima edizione. Un appuntamento importante in cui, ogni anno, si definiscono le tendenze che influenzano il mercato e si individuano le migliori strategie di Brand e Store Engagement.

Diversi i personaggi di spicco coinvolti: da Claudio Baitelli, General Manager F&B Librerie Feltrinelli, a Michele Rossi, ‎Business Unit Manager Under Armour; da Marco Turinetto, Professore del Politecnico di Milano, a Mattia Longhin, Lab Design Manager Pinko. Ma gli occhi erano tutti puntati sulla vera protagonista dell’evento: l’ondata digital che si è abbattuta sul mondo del retail e le trasformazioni che ha generato, con particolare focus sull’evoluzione del concetto di shopping: sì, perché la customer experience, oggi, si muove a tempo di innovazione, affinandosi e diventando sempre più personalizzata e a misura di cliente.

Lo Store è ancora il cuore pulsante del brand, il fulcro centrale per veicolarne l’identità, ma soprattutto il luogo in cui la customer experience raggiunge la sua massima espressione. Ma perché ciò accada, è necessario progettare il punto vendita secondo una sinergia fra retail design, visual merchandising, tecnologia e comunicazione instore, seguendo i nuovi modelli di business e i concept digitali.

Come cambia quindi il retail?

Marco Turinetto ha provato a rispondere a questa domanda, ponendo l’accento su diversi settori merceologici come, ad esempio, leisure economy o food economy, e sull’importanza di “decontestualizzare, scommettere e farsi influenzare, in uno scambio di ruoli e paradigmi”.

Un altro interessante spunto è stato quello di Claudio Baitelli, che ha raccontato il nuovo format RED di Feltrinelli: «Abbiamo scommesso sul passaggio da una libreria tradizionale a un formato ibrido: un luogo che può accogliere qualcosa di completamente diverso dal concept iniziale, all’insegna di read, eat e dream», ma precisa Baitelli, «occorre però assicurare un fil rouge tra i vari ambiti e soprattutto mantenere un’attenta regia, con un coerente storytelling».

E allora, oggi, la boutique fisica non è solo l’anima di un brand, ma è soprattutto il luogo in cui convergono nuove energie, influenze digital e tecnologie all’avanguardia. È il punto di arrivo e di partenza per creare una customer experience unica e personalizzata, in grado di offrire una completa fidelizzazione del consumatore.

Fonti: Retail Institute Italy, The Advertiser

Red Point Team

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