Da Davos una lezione sul bilancio di sostenibilità:

l’esperienza di Technogym

Nella realizzazione di un bilancio di sostenibilità, le singole realtà del mondo dell’impresa affrontano il loro competitor peggiore: loro stesse. Ottemperare alla redazione del bilancio di sostenibilità non deve essere visto come rispettare gli obblighi della direttiva 2014/95/UE ma è l’occasione più importante in cui le realtà economiche guardano al loro modello di sviluppo, analizzandone i motivi per cui esse sono così e non altrimenti.

Un buon bilancio di sostenibilità chiarisce il posizionamento della nostra azienda e, nella sua redazione, analizza criticità e punti di forza di questo. Si può dire che nel bilancio di sostenibilità, un’azienda smette di guardare solo al suo utile netto come alla risposta a ogni domanda, dando maggiore peso al rapporto con la realtà che la circonda e al suo ruolo nella società globalmente intesa.

Il World Economic Forum di Davos appena conclusosi, è un buon banco di prova per rendersi conto di come il linguaggio economico si sia ormai spostato da una concezione più gretta degli obiettivi in termini di mera sostenibilità economica a un’idea dell’impresa come esigenza culturale. L’esperienza di Technogym e del suo fondatore Nerio Alessandri – presente al Forum di quest’anno – è un buon esempio per fare capire meglio il dietro le quinte di un bilancio di sostenibilità. Il punto di svolta di questa realtà leader nella progettazione di attrezzi per lo sport è stata la definizione del proprio concetto di benessere, tradotto nel payoff «The Wellness Company». Alessandri, ancora prima che il bilancio di sostenibilità fosse un obbligo, comprese che c’era una dimensione sociale e culturale forte che si accompagnava allo sviluppo di un’azienda e decise di trasformare tale aspetto nel posizionamento stesso del suo gruppo. L’intera comunicazione di Technogym – di cui il bilancio di sostenibilità è un elemento essenziale –  si ricalibra intorno a tale aspetto. Technogym ha trovato una posizione forte, un modo d’intendere l’attività sportiva non difforme da quella dell’età classica («Orandum est ut sit mens sana in corpore sano», Giovenale) che si è giovata dei contributi recenti in ambito scientifico: questi attestano il ruolo indispensabile dell’attività fisica nella prevenzione alle malattie fisiche e psichiche. Diventa facile capire come la sostenibilità di Technogym rispetto ai temi sociali sia molto solida quando associamo questa alle difficoltà che le istituzioni occidentali stanno affrontando nel far quadrare i conti del settore salute, senza intaccare il diritto di accesso per tutti alle cure mediche.

Ecco perché il bilancio di sostenibilità non è solo un modo per mantenersi in regola con la legge ma è il momento giusto per ricordarsi che un’azienda è fatta da persone per persone.

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