Poste Italiane – Sostenibilità e Integrazione  

Il processo di globalizzazione comporta due strade: il suo rifiuto, con la conseguenza di non accedere al mercato mondiale; la sua accettazione – non certo acritica – con l’obbligo di passare a una forma mentis multiculturale. Non dovrebbe per noi essere una novità, visto che è la nostra Costituzione a parlare di inclusione e di integrazione. Ma poi fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e, una volta superato il Mediterraneo, resta la difficoltà nel mettere in pratica i suoi principi, anche a 70 anni dalla loro entrata in vigore.

Le attività che danno del tu al pubblico sono state quelle che per prime hanno dovuto dotarsi di strumenti adatti ai tempi che cambiano: scuole, ma anche tribunali, banche, uffici postali e strutture sanitarie hanno dovuto recuperare il forte ritardo accumulato. Le poste, poi, svolgono un ruolo molto delicato: con la diversificazione di Poste Italiane, questa si fa ora carico di operazioni fondamentali come l’invio delle domande di permesso di soggiorno o il trasferimento di denaro (cosa centrale per la sopravvivenza di molte comunità che vivono in Paesi poveri).

Dal 2014, Poste Italiane ha adottato un approccio molto pragmatico. Posto che le barriere linguistiche rallentano il processo d’integrazione e che è impensabile che un cittadino straniero possa imparare l’italiano utile nel breve tempo richiesto per le prime operazioni, l’azienda ha deciso di inserire personale qualificato di origine straniera nei suoi uffici. Il Progetto Multilingua ha ottenuto buoni risultati.

I clienti non italiani hanno trovato un ambiente più accogliente, con impiegati che conoscono la realtà del loro Paese d’origine e le loro necessità. Inoltre, chi si rivolge a Poste Italiane si sente più libero nel fare richieste, dimostrandosi più informato di quanto non sembrasse alla presenza di altro personale. In più, la fiducia nell’azienda è migliorata, rendendo più facile che le consulenze e i servizi di Poste Italiane siano sottoscritte dai clienti.

È evidente che raggiunta maggiore familiarità con l’italiano, il Progetto Multilingua non potrà esaurirsi: non solo i flussi non cesseranno dall’oggi al domani, ma è questo un modo immediato per avere informazioni sulle le necessità del cliente straniero e per progettare i futuri prodotti di Poste Italiane nell’era globale. Inoltre, l’azienda ha così inserito dipendenti con capacità linguistiche molto elevate (c’è chi parla contemporaneamente due o tre lingue non europee), utili quando si tratta di fare tutt’uno con la filiera turistica e dell’export.

È un rapporto di fiducia fra utenti e Poste Italiane che, se visto a lungo termine, permetterà all’azienda di avere nuovi clienti e di operare su diversi mercati. Senza dimenticare che è più facile fare integrazione vera quando i servizi essenziali si dimostrano così vicini alle persone.

 

 

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