Brunello Cucinelli

Il capitalismo dal volto umano

La globalizzazione ha comportato uno stravolgimento delle abitudini lavorative nei paesi del Vecchio Continente. L’emergere di nuovi protagonisti è stata la causa principale della riduzione di alcuni diritti consolidati e i corpi intermedi – che tradizionalmente tutelavano i lavoratori – hanno perso forza contrattuale. Con la prospettiva di ridurre il costo del lavoro, la delocalizzazione è stata la soluzione tipica di molte attività imprenditoriali europee, attività che hanno visto nelle minori tutele in Africa, Asia e negli stati del ex-blocco sovietico un fattore su cui puntare.

Una delle strade intraprese da molti operatori del mercato è stata quella di aumentare il monte orario. In altri casi, si è proceduto a tagli sui costi, anche andando al di fuori del terreno della legalità. Ma che la soluzione per aumentare la produttività e la qualità dei prodotti sia questa, è una legge che non è una legge. Il logoramento psico-fisico e lo stato di alienazione del lavoratore – di fatto equiparato a uno strumento meccanico – non possono che portare al risultato opposto.

Non è allora un caso che i paesi a più alto tasso di sviluppo umano stiano operando in totale controtendenza. Sulla scia dei risultati da loro ottenuti, anche altre realtà stanno provvedendo a ridurre l’orario di lavoro o a trasformare le sedi in strutture più vicine alle necessità dei loro dipendenti. La casa di moda Brunello Cucinelli (fondata dall’omonimo imprenditore di Castel Rigone) è organizzata secondo l’idea generale di un capitalismo dal volto umano. Cucinelli è partito dall’esperienza di suo padre, operaio in una fabbrica di cemento, che tornava a casa umiliato e demoralizzato a causa delle dure condizioni cui era sottoposto.

Le condizioni dei dipendenti di Cucinelli nella sede di Solomeo sono eccellenti: non solo sono offerti pasti di alta qualità ma l’imprenditore fa divieto di lavorare oltre le 17:30, cosicché tutti possano tornare dalle loro famiglie o dedicare il giusto tempo a se stessi. Questa attenzione si è trasformata in una crescita di fatturato (+50%) e del valore delle azioni (+130% dal 2012) impressionante. Il senso di responsabilità sociale dell’azienda è un tratto caratteristico da sempre, di cui il teatro costruito nel 2008 a Solomeo (inaugurato da due giganti come Luca Ronconi e Luigi Einaudi) è un esempio. Questa caratteristica, che la contraddistingue rispetto alla concorrenza, non è venuta a mancare neanche dopo il terremoto che ha colpito Norcia nel 2016: su invito dei suoi dipendenti, Cucinelli ha deciso di farsi carico delle spese di restauro della basilica benedettina e della torre campanaria.

È questo un modo di approcciarsi all’imprenditoria che offre spunti di riflessione a chi si muove in tutt’altra direzione e che permette all’azienda non solo di distinguersi in senso positivo, ma di diventare un polo di attrazione per i giovani con più talento e che puntano – per questo – ad entrare nell’azienda umbra invece che in altre.

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