Nasce MEET,

il primo centro internazionale per la cultura digitale.

Nel pieno dei postumi da risultati elettorali non intendiamo certo entrare nella testa del Presidente Sergio Mattarella, che avrà il suo bel da fare. Vogliamo, invece, parlare di qualcosa che per il settore della comunicazione è un piccolo e importante risultato, ma passato un po’ in sordina. Nel bellissimo palazzo – e non è una nota di colore per l’affascinante edificio dell’ottocento – Piccolo Teatro Studio Melato, lo scorso 26 febbraio è nato MEET.

MEET è il primo centro internazionale per la cultura digitale. I suoi genitori sono Fondazione Cariplo e Meet the Media Guru, ma MEET ha anche un suo zio d’America che è il canadese George Brown College di Toronto con il suo Institute without Boundaries.

Ma cosa è MEET, al di là del suo nome?

Secondo la sua direttrice Maria Grazia Mattei, MEET si occuperà di diffondere la cultura digitale a livello globale, come ci si può aspettare da un’iniziativa del genere, ma avendo cura di chiarire che il digitale non è un servizio ma un’opera di ingegno e di creatività tutta umana. MEET si sviluppa su quattro aree: la Content Zone, un laboratorio di sperimentazione dei linguaggi; la Research and Innovation Zone per l’interscambio internazionale; l’Education Zone, che si occupa della formazione in ambito digitale; la Showcase Zone dedicata alla realizzazione di eventi sul territorio. Lo Spazio Oberdan, che diventerà la sede di MEET, non è ancora pronto ma MEET non si scoraggia ed è vivo sul web con il suo sito: del resto è pur sempre un centro digitale. E chi ha fretta deve solo aspettare il 9 marzo con Exhibitionist, il programma di Fondazione Fiera Milano realizzato con Meet the Media Guru e che propone una serata speciale dedicata al transmedia storytelling nell’ambito di Tempo di Libri. E anche i prossimi mesi saranno già pieni d’impegni per MEET, il suo team e per la Città Metropolitana di Milano, che punta molto sull’apertura internazionale e sulla digitalizzazione. Milano vuole ritagliarsi un ruolo di protagonista nel settore dopo il successo di EXPO2015 e non può certo stare a vivere di rendita tirando il freno alla sua ritrovata dinamicità.

MEET è però un progetto non solo fondamentale per la città uscita sconfitta dall’assegnazione di EMA, ma per l’Italia nella sua globalità. Questione di non secondo conto se si pensa al forte ritardo che la quarta economia europea ha rispetto alle altre nazioni capofila.

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