Gli anziani di oggi non sono più quelli di una volta.

L’innalzamento dell’età media nei paesi europei e in particolare nel nostro, implica la
necessità per le realtà che operano nel mercato di monitorare con costanza il
comportamento degli anziani. È quello che ha fatto in tempi recenti il gruppo Astra
Ricerche – su commissione di BNP Paribas – con un’indagine che ha coinvolto 700
persone entro la fascia d’età 65-85 anni.
Ne è emerso un quadro completamente differente tanto rispetto agli standard cui siamo
abituati da statistica quanto nei confronti del percepito che si ha. Si potrebbe dire di avere
di fronte la prima generazione senior digital e con ancora una forte predisposizione per la
progettazione a lungo termine. Tratto dominante è la curiosità e l’ancoraggio a solidi valori
e ideali, persino in questa età post-ideologica; sono interessati agli eventi di cultura ma
non disdegnano l’attività ludica o fisica; non si lasciano intimorire dalla tecnologica, che
anzi amano e usano con autonomia, fino ad avere loro profili social.
In questa situazione che descrive una generazione attiva e propositiva, ci sono anche
punti che sottolineano il persistere di vecchi problemi ancora irrisolti. In primis, la loro
propositività non diminuisce il senso di abbandono generale: solo il 36% degli intervistati
ritiene che il mercato pubblico e privato offra servizi (adeguati o meno) per loro; inoltre,
l’uso di social network è in parte una reazione allo stato di solitudine in cui molti versano o
si riconoscono (e cui si lega il timore per gli infortuni casalinghi, per i furti o per le
aggressioni). Ed è importante indicare come se anche non si percepiscono un peso per i
loro cari, si sentono tali per le istituzioni pubbliche e l’erario. Per questo vorrebbero essere
coinvolti nel processo decisionale e di progettazione di servizi, così da ribadire la loro
coesione come gruppo sociale ben individuato e ancora capace di essere determinante
per il futuro.
Spiega l’AD di BNP Paribas Cardif, la dott.ssa Elisabetta Fumagalli, che «Così come
abbiamo fatto con i Millennial lo scorso anno, era importante fotografare anche gli over 65
e dare attenzione a un gruppo sociale che rappresenta un nuovo target a cui si stanno
interessando molte industry». È chiaro che per il settore assicurativo e per gli enti pubblici,
tali analisi sono cruciali. Per il privato italiano, a seguito delle difficoltà inerenti all’aumento
del debito pubblico, emerge un paradigma nuovo che lo vede come attore sociale di primo
piano. E con l’aumento degli over 65 e il parallelo non miglioramento dei conti pubblici è
difficile pensare che tale aspetto svanirà a breve.

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