Fintech.
La finanza che piace ai giovani.

Se un tempo entrare in banca era una cosa “da grandi”, oggi per le nuove generazioni non sembra più essere così.

È tutto grazie alla fintech, ovvero l’applicazione delle tecnologie più avanzate alla fornitura di servizi e prodotti finanziari.

Con fintechsi possono indicare strumenti digitali che consentono operazioni economiche rapide ed efficienti, ma anche sistemi finanziari che operano secondo schemi diversi rispetto ai tradizionali borsistici.

È il caso delle monete virtuali, come i bitcoin, fenomeno ancora percepito come poco affidabile e senza regolamentazioni.

O della blockchain, il registro delle transazioni di moneta virtuale, che fuga ogni possibile tentativo di frode, elencando nero su bianco ogni spostamento contabile.

Esiste però una tecnofinanza che è entrata nel nostro quotidiano. È quella che abbiamo a portata di mano, e sulla quale le banche hanno più investito: l’implementazione delle app per i device portatili (smartphone, tablet…) che riescono a far coesistere sicurezza e velocità.

Ed è una tecnologia che piace ai giovani!

Secondo uno studio del Politecnico di Milano, se nel 2017 solo il 16% degli italiani ha usufruito di servizi bancari su app, la percentuale raggiunge il 34% per quanto riguarda i Millenials.

Un dato che apre opportunità nuove per le banche, che si avvalgono di start-up ICT per creare nuovi prodotti, servizi e interfacce destinate a un mercato sempre più giovane.

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