“Il mercato siamo noi.”

L’uomo ha sempre sentito l’esigenza di avvicinare a sé le grandi entità che condizionano la sua
vita. Lo ha fatto dando loro un nome, un volto, un corpo umano e delle emozioni. Come tuoni e
fulmini sono nel tempo diventati déi, così popoli e nazioni si sono trasformate in vergini coronate.
Allo stesso modo, i mercati, negli ultimi anni, sono stati raffigurati come esseri sensibili, in preda
ad emozioni spesso contraddittorie.
Nel suo primo discorso da Presidente della Consob, Mario Nava ha espresso un concetto molto
importante. “Il mercato siamo noi”, ha affermato lo scorso 11 Giugno in occasione dell’incontro
annuale con il mercato finanziario.
Un ritorno alle origini, alla radice pratica e pragmatica di una finanza che, rifugiandosi
nell’astrattismo, ha negli ultimi anni subito gravi ripercussioni in termini di percepita affidabilità.
Nava ha tenuto a sottolineare, esprimendosi pubblicamente per la prima volta dall’incarico, che il
ruolo che ricopre è quello “dell’Autorità responsabile del risparmio degli italiani” e che se “il
risparmio è espresso in euro, non nutro alcun dubbio che l’euro sia rock solid”.
Vicinanza ai risparmiatori, alle piccole medie imprese e rispetto dell’indipendenza della Consob
dalle istituzioni politiche: quello di Nava è un messaggio che mira ad una nuova era di
responsabilità e fiducia.

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