I baldanzosi settant’anni di UPA

Era il 2010 quando il Presidente dell’Utenti Pubblicità Associati, Lorenzo Sassoli De Bianchi, rispondeva a un intervistatore dicendo: “Internet è fondamentale, ma da sola non basta.” Oggi, a distanza di otto anni, lo scenario è profondamente cambiato. I social hanno preso il sopravvento sulla nostra vita quotidiana, sull’andamento dei mercati e persino sui risultati di quelle che dovrebbero essere elezioni democratiche. Il monito di allora si è trasformato in cautela: una cautela che il Presidente dell’UPA tiene a inserire tra le righe di un discorso che unisce la cultura di un critico d’arte e laureato in neurologia a quella di un uomo d’affari che ha praticamente importato il business della soia in Italia.

Settimana scorsa, in un Teatro Strehler stipato di aziende, agenzie, concessionarie e media center, UPA ha celebrato i suoi “baldanzosi settant’anni”.

Anche RedPoint era presente!

Un pomeriggio di riflessioni e intrattenimento, che ha voluto rendere al pubblico lo stato dell’arte della pubblicità in Italia. Ad avvicendarsi sul palco, Laurent Solly, Vice Presidente Sud Europa di Facebook, Lorenzo De Rita, Visiting Professor di Ingegneria delle Idee al Politecnico di Torino, Antonio Ricci, storico autore di Striscia La Notizia e Luca Josi, responsabile Brand Strategy & Media di TIM.

Ma è stato Sassoli De Bianchi a gestire i fili di una narrazione che ha posto al centro, ancora una volta in maniera forte, il valore della marca, unica protagonista in un mercato frantumato di comparse digitali. Ed è proprio a questo mercato che il Presidente UPA si è rivolto, rinnovando l’invito a una completa trasparenza sulla comunicazione e gestione dei dati (più di una stoccata è stata data agli Over The Top che si ostinano a non voler condividere i propri risultati), in modo che il consumatore venga tutelato in tutto e per tutto.

È stato un evento, quello di UPASETTANTA, che ha messo in luce l’alto coefficiente intellettuale della classe di pubblicitari Italiani, un valore che, senza il chiaro lume etico e sociale che Sassoli De Bianchi sembra portare, si tradurrebbe solo in business e non in cultura.

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